Certaldo, domenica 9 settembre 2007, ore 15:30. Ormai sono passati anche i titoli di coda del Nakedfest 2007. Il grande spiazzo che ne è stato teatro, ormai vuoto, a me continua a sembrare qualcosa di più di uno “spiazzo vuoto”.
Primo, perché vibra ancora delle centinaia di volti e storie “unici al mondo” che lo hanno popolato. Secondo, perché uno dei protagonisti della festa – il cielo azzurrissimo, che ha benedetto ogni minuto di questi due giorni – pensa che non ci sia alcuna fretta di andarsene… e io con lui.
Infine, perché questo cielo azzurro di settembre mi ricorda che per me è tempo di bilanci pesanti.
Questo cielo e questi panorami bellissimi erano esattamente quelli di domenica 10 settembre 2006, Nakedfest. In quel pomeriggio, di una bellezza incredibile, stavo guidando malamente il mio fazzerro, in preda a improvvise crisi di pianto: mio padre era appena morto, dovevo tornare a MI per salutarlo, una volta per sempre. Mi scortò, fino a Pontedera, Rosario: l’unico amico motociclista che fossi riuscito a trovare dopo oltre un anno di permanenza in Toscana. Sarebbe morto anche lui 20 giorni dopo, assieme alla sua splendida XJR1300, falciato da un’auto sulla nostra amata Volterrana. Tanto per rifinire, durante quel Fest avevo conosciuto una motociclista particolarissima, che nelle settimane successive sarebbe rapidamente passata da “insperata anima gemella” alla più feroce delusione sentimentale che io abbia mai sperimentato.
Per farla breve, il mio idillio con la vita da “immigrato di lusso” in Toscana era in frantumi. Vedevo tutto attraverso lenti blu tenebra. I luoghi che più amavo erano stati teatro dei miei traumi peggiori. Non ero riuscito a ricrearmi il “giro” di amici e affetti, che avevo lasciato al nord. Non sopportavo più la mia vita quotidiana.
Tuttavia, proprio dal Fest 2006 avevo ricevuto gli spunti per reagire. Molte cose sono cambiate, da quei giorni bui. Aspettavo quindi il NakedFest 2007, per tornare sotto la luce di settembre e “chiudere i conti” con queste emozioni.
Vediamo dunque com’è andata.
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Sabato.
Ritrovo con Nicolaus (SV-Ita). Programma: fino a Siena per rendez – vous con Er Principino e altri Romans di SV-Ita.
Nico: “arriviamo a S. Gimignano poi da lì so la strada prendiamo la superstrada Firenze – Siena ecc. ecc.” io tutto bello contento di andare a scrocco che tanto la strada la sa lui.
Pronti via, a SanGimi imbrocca la rotatoria al contrario, che ci manda in bocca ai Caramba, che ci palettano, beandosi della nuova scoperta archeologica (la patente di Nico pare una pergamena egizia), mentre noi due ci diciamo all’unisono “ma tutte le volte che esco con te inciampo nei Carabinieri, ma allora porti merdissima!”
Per fortuna che il principerrimo si rivela in ritardo geologico, causa problemi fisici (la cosiddetta “sordità selettiva anti – sveglia”), così dopo breve sosta al puntello senese (un panorama mozzafiato) puntiamo direttamente a Certaldo: FAME!
Arriviamo alla nuova area del NFest: bella, grande, spaziosa. Da quel momento saremo sempre in mezzo ad amici. Tingavertiani / Bandit ‘n friends / SV Italia / il neonato “Cafè racers” (e relative fanciulle, eeeeeh!): Papera e Imbustato, Ismaele, Max, Isa, Iso, Jego, Nickfury e consorte, Fatina e Lord, Gìkke, RalPantone, Frankie ZZ e Capro, Bobby Lee, Texas Tornado, Scarpam, Moreno, Serpico e stunt – consorte (Gulp!), Asterix e Jati, ValeDK, Manu84, Dimitri, Principino, Scheddy, impossibile ricordarsi tutti…
Il parcheggio è già strapieno di moto, e non mancano le special veramente ardite (oltre ovviamente agli accrocchi del mondo “custom”, a 2 e 3 ruote). Fra i progetti più interessanti, una VFR ’92 monobraccio semi - spogliata iper cromata e verniciata fiamme verdi e argento, con scarichino stile GP: assolutamente unica. Ma c’erano anche Multistrada nakedizzati, R1 streetfighter (che finirà prima classificata…), un bellissimo Monster bianco letteralmente rifatto da cima a fondo, degli “innocui” Bandit 1200 che all’occhio attento rivelavano avantreni da pista, perfino interessanti XT-X e XT-Z che guadagnavano tantissima snellezza e aggressività già da poche mirate modifiche (terminali e portatarga snelliti in primis).
Insomma una festa alla ricerca delle idee più originali con cui fare sfoggio stradale.
La partecipazione di Triumph era massiccia, con le Speed Triple (variamente akkittate) a dominare, ma con interessanti 675 Daytona e la nuova street triple in bella mostra.
Mangiatona colossale e poi svago con birra selvaggia per il paddock. L’aria è scossa dal mix di musica e ululati dei motori, “lanciati” al banco prova di Special Magazine ma anche semplicemente scannati al limitatore (urgh…). La pistina polifunzionale permette di ammirare le evoluzioni dei bimbetti sulle minimoto (i più piccini fanno una tenerezza infinita!), le evoluzioni dei trialisti sull’auto (contropenna con atterraggio sul parabrezza – PUNF! – sfondato!) infine quelle di Emanuele Freddo sulla CBR600 preparata stunt! Uno spettacolo FANTASTICO, un controllo mostruoso della moto, una invidia mannara da parte mia, che sogno notte e giorno di fare un po’ di innocuo terrore stradale se solo sapessi fare 1/10 di quel che fa questo maniaco…
D’un tratto, e senza preavviso, il paddock si svuota di colpo! Tutti quanti sono ammassati sotto palco. Cosa può attirare in modo così totale la popolazione di un motoraduno (al 90% maschile)? Ovviamente la visione di moto investite da getti d’acqua… visione purtroppo variamente ostacolata dalle solite smandrapp – EHM! – signorine in micro bikini che insistono a funestare il sacro rito del lavaggio moto.
Arriva sera, finalmente freschetto, aperiTinga e poi cena con tutta la banda, e serata volata via ballando con la band che copriva un po’ tutto l’arcobaleno del rockettaro (da Ligabue ai classici hard rock), o semplicemente approfittando della vicinanza di tanti amici per parlare, non solo di sciocchezze anzi! Io m’imbarco in dotte disquisizioni antropologiche nel tentativo di irretire una bello neo – Tinga trevigiana (Daniela). Ottengo di irretire Bobby Lee che ascoltava. Poi correggo il tiro e irretisco Ismaele. Ok smetto.
Per la serata passa a visitarci anche Vertigine, con all’attivo un altro monte di chilometri fra il corso guida pistaiola a Franciacorta e la lunga girata stradale di sabato. E in procinto di ripetere domenica!
La serata finisce in un colossale concerto di burn out sfondagomme (e, temo, anche qualche distribuzione) gentilmente offerto dai customari con le loro “fatte apposta”.
[Continua]

